Finestre sull'Arte dedica una puntata speciale, la diciassettesima, alla mostra "Federico Barocci: L'incanto del colore. Una
lezione per due secoli" che si tiene a Siena, presso il complesso di Santa Maria della Scala, fino al 10 gennaio. In questo speciale
la grande protagonista è l'arte di uno dei pittori più importanti e più influenti del Cinquecento,
Federico Barocci. Urbinate,
ispirandosi al suo concittadino Raffaello propose una pittura molto accurata, elaborata e raffinata, misticheggiante,
fondata sull'uso di colori brillanti e spesso cangianti, precorritrice dell'arte barocca. Con un percorso che attraversa tutti i
grandi capolavori presenti in mostra, Ilaria e Federico ci conducono alla scoperta dell'arte di questo grandissimo pittore.
Immagine:
Annunciazione (particolare),
1596 circa; olio su tela, 478 x 249 cm; Santa Maria degli Angeli (Assisi), Basilica di Santa Maria degli Angeli (opera presente
in mostra)
Approfondimenti
Federico Barocci (Urbino, 1535 - 1612)
Biografia
1535 |
Nasce probabilmente quest'anno a Urbino da una famiglia di origini lombarde. Il padre Ambrogio svolge il mestiere di scultore. |
Anni '40 |
È allievo di Battista Franco a Urbino. |
1549 |
Passa alla bottega di Bartolomeo Genga, zio di Federico. |
1553 |
Insieme allo zio è a Roma dove si trattiene per circa due anni. Nella capitale dello Stato Pontificio viene notato e lodato da Michelangelo. |
1555 |
Torna a Urbino. Nello stesso anno esegue la sua prima opera nota, l'Estasi di Santa Cecilia. |
1557 |
Dipinge il Martirio di san Sebastiano. |
1559 |
Compie probabilmente un soggiorno a Parma e a Venezia. |
1561 |
Nuovo trasferimento a Roma dove è incaricato di partecipare agli affreschi del Casino di Pio IV. |
1563 |
Federico lascia Roma e torna Urbino: la partenza non è felice in quanto si ammala (e la malattia segnerà in modo profondo la sua vita soprattutto dal punto di vista psicologico) e c'è il sospetto che l'artista sia stato avvelenato da colleghi invidiosi. A partire da questa data non lascerà più la città natale. |
1565 |
In seguito a un periodo di due anni di inattività, Federico dipinge la Madonna di san Giovanni conservata presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. |
1567 |
Il Nobile Collegio della Mercanzia di Perugia gli commissiona la Deposizione: l'opera sarà consegnata due anni più tardi ed è uno dei più grandi capolavori di Federico. |
1572 |
Esegue il ritratto del futuro duca di Urbino Guidobaldo II Della Rovere, che sarebbe diventato suo grande mecenate a partire dal 1574, anno in cui diventerà duca. |
1575 |
Dipinge la Madonna del gatto della National Gallery di Londra. |
1579 |
La Confraternita del Santissimo Sacramento e Croce di Senigallia gli commissiona la Sepoltura di Cristo che l'artista, con la sua consueta lentezza, terminerà nel 1582. |
1583 |
Per i padri oratoriani della Vallicella di Roma esegue la Visitazione, una delle sue opere più note. Nello stesso anno dipinge per la chiesa di San Vitale di Ravenna il Martirio di san Vitale. |
1586 |
Per l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo esegue la Fuga di Enea da Troia, oggi perduta (il dipinto conservato alla Galleria Borghese di Roma è una versione successiva che risale al 1598). |
1590 |
Inizia a lavorare all'Ultima cena per la Cattedrale di Urbino, che sarà completata dopo nove anni. |
1592 |
A quest'anno risalgono i primi contatti di Federico con l'Opera del Duomo di Milano: per la cattedrale meneghina realizzerà il Sant'Ambrogio perdona Teodosio e il Compianto sul Cristo morto, quest'ultimo incompiuto e attualmente parte delle collezioni comunali di Bologna. |
1595 |
Il senatore genovese Matteo Senarega (futuro doge) lo incarica di eseguire la Crocifissione per la propria cappella nel Duomo di San Lorenzo della città ligure: l'opera viene consegnata nel 1597. |
1596 |
Dipinge l'Annunciazione di Santa Maria degli Angeli. |
1598 |
Papa Clemente VIII visita Urbino e probabilmente gli commissiona l'Istituzione dell'Eucarestia per la cappella di famiglia nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. L'opera sarà iniziata nel 1603 verrà consegnata nel 1611. |
1604 |
Inizia a lavorare all'Assunzione, capolavoro rimasto incompiuto. |
1612 |
Realizza l'Ecce Homo che lascia incompiuto a causa della scomparsa avvenuta il 30 settembre: l'opera sarà terminata dall'allievo Ventura Mazza. |
La biografia dell'artista è disponibile
gratuitamente in formato PDF, in modo da poterla scaricare, salvare e stampare! Si tratta di un documento agile e rapido che è possibile scaricare liberamente con il sistema
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Relazioni
Allievo di: Francesco Menzocchi - Battista Franco - Bartolomeo Genga
Guardò a: Girolamo Genga -
Tiziano -
Michelangelo -
Raffaello - Taddeo Zuccari -
Correggio
Maestro di: Ventura Mazza - Antonio Viviani detto il sordo di Urbino - Alessandro Vitali - Antonio Cimatori
Guardarono a lui:
i Carracci -
Guido Reni -
Domenichino -
Bernardo Strozzi -
Francesco Vanni - Ventura Salimbeni - Rutilio Manetti - Alessandro Casolani - Claudio Ridolfi - Antoon van Dyck - Pieter Paul Rubens - Cornelis Cort -
Simone Cantarini - Andrea Lilli (o Lilio) - Felice Pellegrini - Ferraù Fenzoni - Camillo Procaccini
Principali mecenati e committenti: Giulio Della Rovere -
Pio IV papa -
Francesco Maria II Della Rovere -
Matteo Senarega -
Clemente VIII papa
"La nota" - rubrica a cura di Ambra Grieco
Il "Riposo durante la fuga in Egitto", le ciliegie, i simboli - fai clic sul titolo per leggere l'articolo!
Immagini
Opere citate nella trasmissione (facendo clic si apriranno in una pagina nuova):
Deposizione (1567-69; Perugia, Cattedrale di San Lorenzo)
Perdono di Assisi (1574-76; Urbino, San Francesco)
Sepoltura di Cristo (1579-82; Senigallia, Chiesa della Croce)
Lamento su Cristo morto (1600-12; Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio)
Ultima cena (1590-99; Urbino, Cattedrale)
Visitazione (1583-86; Roma, Santa Maria in Vallicella nota anche come Chiesa Nuova)
Annunciazione (1596 ca.; Assisi, Basilica di Santa Maria degli Angeli)
Madonna del Popolo (1575-79; Firenze, Uffizi)
Ecce Homo - terminata da Ventura Mazza (1612; Milano, Pinacoteca di Brera)
Stimmate di san Francesco (1594-95; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche)
Assunzione (1604-05; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche)
Beata Michelina Metelli (1590-1600; Roma, Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana)
Fuga di Enea da Troia (1598; Roma, Galleria Borghese)
Ritratto di Francesco Maria II Della Rovere (1572; Firenze, Uffizi)
Autoritratto (1596-1600; Firenze, Uffizi)
Madonna del gatto (1595 ca.; Londra, National Gallery)
Madonna delle ciliegie (1570-73; Roma, Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana)
Altre immagini:
Web Gallery of Arts.
Libri da leggere
- Alessandra Giannotti, Claudio Pizzorusso (a cura di)
Federico Barocci: L'incanto del colore. Una lezione per due secoli,
catalogo della mostra, Silvana Editoriale, 2009.
Mostre e musei da visitare
- Mostra:
Federico Barocci: L'incanto del colore. Una lezione per due secoli, Siena, Santa Maria della Scala, fino al 10 gennaio 2010.
- Urbino, San Francesco
- Urbino, Basilica Metropolitana di Santa Maria Assunta
- Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
- Senigallia (AN), Chiesa della Confraternita del Santissimo Sacramento
- Firenze, Galleria degli Uffizi
- Perugia, San Lorenzo
- Roma, Galleria Borghese
- Città del Vaticano, Musei Vaticani
- Santa Maria degli Angeli (PG), Basilica
- Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio
- Milano, Pinacoteca di Brera
- Parigi, Louvre
- Londa, National Gallery
- Madrid, Prado
I libri e i musei indicati nella pagina non vogliono fornire un panorama esaustivo sull'artista ma sono indicativi per poter
approfondire i contenuti della trasmissione.