L'artista franco-svizzero James Pradier è considerato uno dei più importanti scultori "neogreci", artisti che, sul solco del neoclassicismo, ritenevano, al contrario dei neoclassici più intransigenti, che l'arte dovesse recuperare anche il sentimento delle opere dell'antichità classica. La loro arte, e Pradier non fa eccezione, è ricca di figurazioni a soggetto mitologico, ma non mancano temi della realtà a loro contemporanea. Ne è un esempio questa Odalisca in marmo bianco, una delle opere più celebri di Pradier.
Scolpita nel 1841, si distingue per la sua posa naturale che, pur guardando alle Veneri dell'antichità, rimane comunque lontana da modelli classici. L'odalisca di Pradier è nuda, ha un turbante che le copre il capo, tiene un ventaglio di piume tra le mani e siede sul plinto di una colonna, mentre con fare molto naturale si volge all'indietro, come se qualcuno sia appena entrato nella sua stanza. Al contrario dei nudi femminili del neoclassicismo, il nudo dei neogreci evoca grande erotismo e sensualità. A ciò s'aggiunga la suggestione che in Occidente, all'epoca, suscitava la figura dell'odalisca, donna che faceva parte di un harem al tempo dell'Impero Ottomano e che stimolava le fantasie erotiche degli uomini occidentali.
Un'altra caratteristica dell'opera è l'assenza di un punto di vista privilegiato: il movimento dell'odalisca, che gira su se stessa, è pensato anche per far sì che l'osservatore giri attorno alla scultura per apprezzarne ogni singolo dettaglio.
La scultura fu esposta al Salon del 1841 e ottenne successo, tanto che lo Stato francese la acquistò proprio in quello stesso anno. Oggi la si può ammirare al Musée des Beaux-Arts di Lione: l'Odalisca di Pradier è una delle più famose opere della sua raccolta.
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