Castel Sant'Angelo, tornano visitabili le Sale Farnesiane, completamente riallestite


Completamente riallestite, tornano visitabili al pubblico le Sale Farnesiane ai piani alti di Castel Sant’Angelo. In occasione della riapertura, è stata pubblicata una guida agli ambienti farnesiani e alle opere esposte. 

Tornano visitabili al pubblico dal 13 dicembre 2022 tutte le Sale Farnesiane che si trovano ai piani alti del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, tutte riallestite. La loro denominazione si deve ad Alessandro Farnese, che diventò papa con il nome di Paolo III nel 1534 e che trasformò la parte superiore del Castello da fortezza a sfarzosa dimora, con la volontà di rinnovare la grandezza di Roma e del pontefice stesso. Per la decorazione, negli anni Quaranta del Cinquecento, il pontefice si servì di diversi artisti, soprattutto del pittore toscano Piero Buonaccorsi, detto Perin del Vaga, e della sua bottega. Il papa fece decorare le sale più piccole, ma ugualmente preziose, che oggi riaprono con nuovi allestimenti.

Tornano quindi accessibili la Sala di Perseo, quella di Amore e Psiche, la Sala dell’Adrianeo, la Sala dei Festoni e la Cagliostra, con i fregi affrescati ispirati alle Metamorfosi di Ovidio e all’Asino d’oro di Apuleio che esaltano le virtù di Paolo III e il percorso di elevazione spirituale dell’anima verso la salvezza, oppure mostrano monumenti di Roma antica, festoni e grottesche, riportando più volte le imprese e gli emblemi della casa Farnese, il giglio e l’unicorno. Nelle sale di Perseo e di Amore e Psiche sono perfettamente conservati anche i soffitti lignei dipinti, opera di Perin del Vaga e dei suoi collaboratori.

I vari ambienti ospitano oggi la Quadreria del museo, oltre ad alcune sculture, con un allestimento che segue un percorso cronologico; gran parte delle opere esposte fanno parte di due importanti donazioni, quella di Mario Menotti del 1916 e quella di Alessandro Contini Bonacossi del 1928. Tra i dipinti più importanti, il Polittico degli Zavattari, significativo esempio di pittura gotica lombarda databile verso la metà del Quattrocento, il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, dipinto quando l’artista si trovava a Roma, intorno al 1509, il Bagno di Dosso Dossi, la Giovane donna con unicorno di Luca Longhi, nella quale è forse riconoscibile Giulia Farnese, sorella di Paolo III, e infine la Madonna col Bambino, angeli e santi della tarda attività di Luca Signorelli. Tra le sculture spiccano il quattrocentesco gruppo ligneo del Compianto sul corpo di Cristo morto e la Pietà in terracotta di ambito emiliano, sempre del XV secolo. Non mancano oggetti rari e preziosi, come la Spinetta, uno strumento musicale di metà Cinquecento decorato con grottesche.

In occasione della riapertura delle sale, è stata pubblicata anche una guida agli ambienti farnesiani e alle opere esposte, curata dallo storico dell’arte Michele Occhioni.

Castel Sant’Angelo è una struttura molto complessa, utilizzata per secoli con diverse funzioni: nata come sepolcro dell’imperatore Adriano, morto nel 138 d.C., diventò poi residenza fortificata, prigione e infine museo. Per far comprendere meglio ai visitatori la storia del monumentao, nelle cosiddette Armerie inferiori è stata allestita un’esposizione didattica permanente, che illustra i continui mutamenti dell’edificio attraverso una serie di plastici, realizzati nella prima metà del secolo scorso, numerose stampe antiche, dipinti e fotografie d’epoca. Anche per questo allestimento è stata pubblicata una guida esplicativa del percorso raccontato nelle stanze delle Armerie inferiori, curata da Michele Occhioni, Mariastella Margozzi, Laura Salerno.

Incastonata tra le mura del Cortile delle Fucilazioni, ai piedi della imponente mole adrianea, dopo anni di oblio viene inoltre restituita al pubblico la settecentesca Cappella dei Condannati, originariamente un portico adibito a magazzino di polvere da sparo, successivamente trasformato in cappella tra il Settecento e l’Ottocento e più volte rimaneggiato, con l’allestimento di elementi decorativi di spoglio. Al fine di dotare il museo di uno spazio polifunzionale per eventi, conferenze, videoproiezioni e didattica è stato accolto il progetto di rifunzionalizzazione della Cappella realizzato dagli architetti Federico Lardera ed Egidio Senatore dello studio larderArch, il cui concept nasce proprio dal nome dell’ex Cappella, che rievoca il dramma dei condannati a morte imprigionati a Castel Sant’Angelo.

Il nuovo progetto, offerto gratuitamente al Museo, è dunque la sintesi di queste antiche cupe atmosfere del Castello e di una serie di citazioni narrative ed artistiche legate al sito, che riemergono attraverso la potenza lirica della celeberrima opera Tosca di Giacomo Puccini, che proprio qui trova la sua più celebre aria E lucevan le stelle ed il suo tragico epilogo. Lo spazio è stato immaginato come un “tecnologico teatrino”, dai colori dominanti oro e rosso, su cui si stagliano cilindri acustici, scenograficamente librati tra le campate della Cappella, che rimandano ai ceri che un tempo accompagnavano le ultime preghiere dei condannati. Nelle cinque vetrate ad arcata trovano posto grandi vetrofanie che citano le Carceri d’Invenzione di Piranesi.

Castel Sant'Angelo, tornano visitabili le Sale Farnesiane, completamente riallestite
Castel Sant'Angelo, tornano visitabili le Sale Farnesiane, completamente riallestite


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE





MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte