L’invecchiamento della popolazione è uno dei temi sociali più discussi del nostro secolo, con un impatto su molti settori della vita quotidiana, dalla sanità alla cultura. In Italia, un paese con una popolazione tra le più anziane d’Europa, la questione del benessere degli over 70 è diventato un tema di crescente interesse e attenzione. Le risposte a questo fenomeno spaziano dalla cura fisica a quella sociale e cognitiva, includendo sempre di più soluzioni innovative che possano migliorare la qualità della vita, stimolando l’inclusione e la partecipazione attiva delle persone anziane. Tra queste risposte, i musei stanno emergendo come luoghi privilegiati di benessere, attraverso attività che stimolano la mente, promuovono la socializzazione e arricchiscono il patrimonio culturale individuale e collettivo. Un esempio di questa tendenza è il progetto La cultura non invecchia, che si sta sviluppando nei musei senesi. Il progetto, promosso da Fondazione Musei Senesi, punta a valorizzare i musei come luoghi di aggregazione e benessere per la popolazione anziana, attraverso una serie di attività che, oltre a stimolare la cognizione, favoriscono anche l’incontro e la socializzazione tra le persone. In un contesto di welfare culturale, i musei diventano così strumenti di inclusione sociale e di promozione della salute mentale e fisica, rispondendo a una necessità crescente di dare spazio e attenzione agli over 70.
Il progetto La cultura non invecchia si sviluppa in 10 musei della provincia di Siena e coinvolge gruppi di persone con più di 70 anni in un ciclo di attività e laboratori, progettati specificamente per rispondere alle esigenze di questa fascia di età. Gli operatori museali, adeguatamente formati, guidano i partecipanti in esperienze culturali stimolanti, che si riflettono sul patrimonio locale e sulle memorie che i musei senesi custodiscono. Non si tratta di fruire di opere d’arte, ma di un percorso attivo che invita gli anziani a esprimere la propria creatività, partecipando direttamente alla cultura. In questo modo, il progetto si inserisce nel paradigma della social prescription o prescrizione sociale, che incoraggia l’accesso alla cultura come una forma di cura e miglioramento della qualità della vita. Il valore di questa iniziativa non risiede solo nelle attività immediate che essa propone, ma anche nelle relazioni che viene a creare sul territorio. I musei, infatti, diventano il punto di partenza per un sistema di relazioni tra la comunità, le istituzioni culturali e le associazioni locali, contribuendo alla creazione di un ecosistema culturale. Il termine, utilizzato dai promotori del progetto, designa una rete di scambi e collaborazioni che arricchisce l’offerta culturale e la rende accessibile a tutti, senza alcuna distinzione.
“La cultura non invecchia è un progetto a cui teniamo molto”, afferma Carolina Taddei, coordinatrice di FMS, “perché, favorendo la socializzazione, la relazione e il confronto è capace di promuovere il benessere delle persone over 70; i musei assumono così un ruolo centrale come cardine della comunità e luoghi di incontro. I nostri musei hanno risposto con grande entusiasmo e così le associazioni coinvolte. Siamo fieri che questo progetto abbia intercettato il finanziamento di Fondazione CDP e lo siamo altrettanto perché è stata l’occasione per iniziare la mobility partnership con Autolinee Toscane per un impegno comune nella sostenibilità. FMS si conferma, dunque, come collettore tra le energie del territorio a favore delle comunità”.
“Siamo lieti di poter collaborare con la Fondazione Musei Senesi”, aggiunge Filippo Giustarini, responsabile servizio sede operativa di Siena di at, “per lo sviluppo di questo progetto che sposa tematiche molto care anche a noi di Autolinee Toscane. Mobilità pubblica, sostenibilità, territorio e cultura, sono temi che ci stanno molto a cuore: siamo per questo onorati di essere il mezzo attraverso cui i partecipanti potranno muoversi e contribuire al loro benessere”.
“La collaborazione tra FMS e Auser per l’ideazione e lo sviluppo di questo progetto”, afferma Anna Maria Guiducci, presidente dell’Auser territoriale di Siena, “si conferma come una carta vincente nella concezione dell’invecchiamento attivo. Il concetto del museo come luogo predisposto a questa funzione afferma la necessità di uno sviluppo culturale che sempre più privilegia una conoscenza delle articolate raccolte museali della Fondazione Musei Senesi, eterogenee e particolarmente adatte a stimolare la ricerca di conoscenza che sembra emergere, con sempre maggiore necessità, per questa fascia della popolazione, sottraendola al rischio di solitudine, mancanza di interessi e incrementando vivacità di pensiero e voglia di conoscere. Fin dai primi laboratori, l’entusiasmo dei partecipanti ci conferma che questa è la strada giusta: tutti loro hanno soddisfatto, oltre alla voglia di approfondire il contatto e una modalità per loro inedita con le vari e realtà museali, il desiderio di approccio diverso alla lettura delle collezioni gestita all’interno di una divulgazione corretta, sul piano dei contenuti e della fruizione”.
Il progetto ha ricevuto un importante finanziamento dalla Fondazione CDP attraverso il bando Ecosistemi culturali, che sostiene iniziative finalizzate alla valorizzazione del patrimonio culturale nei territori a minore densità abitativa. In questo modo, La cultura non invecchia non solo promuove il benessere degli anziani, ma contribuisce anche alla rivitalizzazione del territorio senese, portando la cultura nelle comunità locali.
La realizzazione del progetto è avvenuta grazie alla collaborazione con diverse realtà del territorio, tra cui l’Auser di Siena e le associazioni La lunga gioventù e Centro Socioculturale “Antonio Conti”, che da anni operano nel campo del supporto agli anziani.
Un elemento innovativo di La cultura non invecchia è la partnership con Autolinee Toscane, che ha messo a disposizione i propri mezzi per il trasporto dei gruppi che partecipano ai laboratori museali. Questo aspetto, che può sembrare secondario, riveste invece una grande importanza. La mobilità sostenibile è un tema cruciale per l’inclusione sociale, in quanto molte persone anziane vivono in zone rurali o periferiche, lontane dai centri culturali. Grazie a questa collaborazione, i partecipanti possono facilmente raggiungere i musei e partecipare alle attività, senza doversi preoccupare di difficoltà logistiche.
Inoltre, il trasporto condiviso contribuisce a promuovere un modello di mobilità sostenibile, che valorizza l’uso collettivo dei mezzi e riduce l’impatto ambientale. Un altro aspetto positivo di questa collaborazione è la possibilità di creare una sinergia tra la cultura e la sostenibilità, due settori che, se uniti, possono portare a un arricchimento reciproco e ad una maggiore coesione sociale. La cultura non invecchia rappresenta un modello di welfare culturale che può essere esportato anche in altre aree, sia in Italia che all’estero. Il progetto mira anche a creare un cambiamento più ampio e duraturo nella comunità. Ogni attività, ogni laboratorio, ogni incontro tra le persone è un passo verso la costruzione di una cultura inclusiva e partecipativa. I musei senesi, attraverso questa iniziativa, diventano centri di aggregazione culturale e sociale, che contribuiscono a migliorare la qualità della vita degli anziani e a costruire relazioni più forti tra le persone.
Il progetto “La cultura non invecchia” è rivolto a persone che presentano bisogni relazionali e sociali specifici. Adottando un approccio di social prescription, in cui le comunità locali sono responsabili della promozione di pratiche per un benessere sostenibile, l’iniziativa si propone di:
Promuovere il benessere e migliorare la qualità della vita delle persone over 70 tramite attività museali coinvolgenti e significative;
Stimolare la socializzazione, la relazione e il confronto, anche attraverso la condivisione di ricordi e storie personali;
Sostenere la memoria e le capacità cognitive degli anziani attraverso l’esperienza museale, pur trattandosi di attività ludico-culturali e non terapeutiche;
Sensibilizzare gli operatori museali sull’importanza di progettare attività adatte alle persone anziane;
Favorire il dialogo intergenerazionale e interculturale.
I laboratori sono destinati a persone over 70, suddivise in gruppi di massimo 12 partecipanti ciascuno. Le associazioni locali che si occupano di invecchiamento attivo, come Auser Territoriale Siena, il Centro Socioculturale “Antonio Conti” e La lunga Gioventù aps - Centro Socio-Culturale anziani, sono coinvolte nell’iniziativa.
I 10 musei che aderiscono al progetto, distribuiti su tutta la provincia di Siena, sono: MAM - Museo Archeologico di Monteriggioni (Abbadia a Isola), Palazzo Corboli ad Asciano, Museo d’Arte sacra della Val d’Arbia a Buonconvento, Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga, Sala d’Arte San Giovanni a Castiglione d’Orcia, Parco Archeologico Naturalistico e Archeodromo di Belverde a Cetona, Museo Te.Po.Tra.Tos. Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano a Monticchiello, Museo Archeologico di Poggio Civitate a Murlo, Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici a Siena, Stanze della Memoria - Percorso Storico della Resistenza a Siena.
Il bando Ecosistemi culturali, sostenuto da Fondazione CDP, mira a promuovere iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico nei Comuni con meno di 100.000 abitanti. Lanciato a luglio 2023, il bando ha coinvolto ONG nazionali e internazionali, ONLUS, associazioni e cooperative, tutte impegnate nella presentazione di proposte innovative in grado di valorizzare il patrimonio culturale attraverso forme d’arte visiva, digitale, performativa e letteraria. Con un plafond di 1,2 milioni di euro, Fondazione CDP ha finanziato 10 progetti, distribuiti in 10 regioni italiane: Liguria, Piemonte, Veneto, Campania, Basilicata, Puglia, Toscana, Lazio, Sicilia e Calabria.