Il Centro Pecci di Prato presenta il programma 2025: mostre e cultura per costruire comunità


Presentato il programma del Centro Pecci di Prato per il 2025, un anno di esposizioni, eventi culturali e attività educative pensate per coinvolgere il pubblico e rendere il museo un luogo di incontro e condivisione. Tra le mostre, un focus su arte e HIV-AIDS in Italia tra il 1982 e il 1996.

È stato presentato il programma culturale e artistico per il 2025 del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Alla conferenza stampa erano presenti il presidente Lorenzo Bini Smaghi, la sindaca di Prato Ilaria Bugetti e il direttore generale Stefano Collicelli Cagol, confermato nel suo incarico per il triennio 2025-2028. Il tema scelto per il prossimo anno è Costruire Comunità, un concetto che si traduce in un fitto calendario di esposizioni, eventi e iniziative pensate per rendere il museo sempre più accessibile e inclusivo. L’obiettivo è trasformare il Centro Pecci in un luogo di incontro e condivisione, capace di coinvolgere pubblici diversi e affrontare temi di grande rilevanza sociale.

“Costruire comunità significa guardare a tutti, senza distinzioni di età, target e gusti”, afferma la sindaca Ilaria Bugetti. “Un centro di arte contemporanea deve fare questo, deve aprirsi al territorio, alle sue realtà e alle sue associazioni, comprese quelle sociali. Questo spazio deve essere a 360 gradi tutti i giorni attraverso l’arte, i lavoratori, i convegni, il cinema e le rassegne dedicate alla musica e ai libri. Un’impostazione che ci permetterà di valorizzare e migliorare i buoni risultati che arrivano dal 2024 con un numero di visitatori in aumento e una bella visibilità nel mondo”.

“Un Centro per l’arte contemporanea che accende il focus sui propri pubblici”, spiega Stefano Collicelli Cagol, Direttore Generale del Centro Pecci di Prato, “ciascuno caratterizzato dalle proprie specifiche necessità, è qualcosa di urgente in Italia. Lo strumento scelto è quello dell’accessibilità: al Centro Pecci lavoriamo per trovare modi diversi per avvicinare all’arte contemporanea, per comunicarla in modo facile e chiaro, ricercando degli appigli nelle nostre narrazioni che consentano a tutti di confrontarsi con l’opera a partire dal proprio vissuto e dalle proprie conoscenze. Ci stiamo dotando di nuovi strumenti per aumentare il proprio raggio d’azione ma anche di far sentire a proprio agio chiunque entri negli spazi museali. Mai come oggi servono spazi di aggregazione dove confrontarsi, conoscersi, sfiorarsi e essere fisicamente insieme, mai come oggi l’arte che parla del presente può essere un viatico per orientarsi nella comprensione del mondo attraverso le sue forme, i suoi colori, le emozioni contrastanti che è in grado di suscitare. Con la collezione, l’archivio, la biblioteca - che quest’anno riaprirà ponendosi come un nuovo spazio di aggregazione aperto alla città, ma anche come piattaforma di ricerca nazionale e internazionale – e poi con le mostre, il cinema, i laboratori per le attività didattiche e i progetti speciali di Arte e Benessere, il ristorante, il bistrot, il playground e l’arena esterna, il Centro Pecci si rivolge a tutte quelle persone che scelgono di arricchire la propria quotidianità attraverso il contatto con i linguaggi delle arti contemporanee”.

Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, foto di Fernanrdo Guerra
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, foto di Fernanrdo Guerra

Mostre tra gigantismo, luce e memoria

Dal 30 maggio apriranno tre mostre che esploreranno aspetti differenti dell’arte contemporanea. SMISURATA. Opere XXL dalla Collezione del Centro Pecci offrirà una selezione di lavori caratterizzati da formati imponenti. La mostra progettata dall’architetto Ibrahim Kombarji in collaborazione con il museo, celebra le opere di grande formato della collezione e il loro impatto sulla storia dell’istituzione. L’allestimento negli spazi progettati da Italo Gamberini permette un dialogo tra le esigenze delle opere e quelle dell’accessibilità, offrendo anche l’opportunità di riportare a Prato Prato’88 di Mauro Staccioli, una scultura iconica per il territorio. Si prosegue con Davide Stucchi. Light Lights, a cura di Stefano Collicelli Cagol, che proporrà una riflessione sul ruolo della luce nell’arte e nella percezione dello spazio. Con Light Lights, Davide Stucchi trasforma gli spazi dell’Ala Piccola Nio in un’esperienza immersiva fatta di sculture luminose, testimoniando la versatilità dell’artista tra moda, scenografia e pubblicità.

Parallelamente, la collezione si arricchisce con La marcia dell’uomo di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, un’installazione video curata da Elena Magini che esplora le rappresentazioni coloniali dell’Africa attraverso materiali d’archivio. Presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2001, questa opera entra ora stabilmente nel patrimonio del museo, grazie al PAC2024 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’autunno porterà un progetto espositivo di forte impatto storico e sociale: Vivono. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996. Curata da Michele Bertolino, la mostra racconterà, attraverso opere e documenti, le vicende di chi ha vissuto e testimoniato l’epidemia di AIDS nel nostro Paese, evidenziando il ruolo dell’arte nella costruzione di una memoria collettiva.

Caterina De Nicola, To Become a Butterfly of the Capitalist Extracting Surplus-value, 2023. Dono dell'artista al Centro Pecci. Vista dell'installazione presso l'Istituto Svizzero di Milano per la mostra personale Reek of Past Pitfalls. Ph. Giulio Boem
Caterina De Nicola, To Become a Butterfly of the Capitalist Extracting Surplus-value (2023). Dono dell’artista al Centro Pecci. Vista dell’installazione presso l’Istituto Svizzero di Milano per la mostra personale Reek of Past Pitfalls. Foto: Giulio Boem

Cinema tra omaggi e nuovi sguardi

Il programma cinematografico del Centro Pecci Cinema spazierà tra prime visioni e film d’essai, con una particolare attenzione ai temi del 2025. Tra le rassegne speciali, un omaggio a David Lynch, in programma dal 13 febbraio al 20 marzo, e la quarta edizione di Pezzi Unici, dedicata al cinema a tematica LGBT, che si terrà dal 27 marzo al 17 aprile in collaborazione con l’Associazione L’Asterisco Arcigay Prato e Pistoia. Il 20 marzo sarà ospite del Centro Pecci il critico cinematografico Roy Menarini per un incontro speciale che approfondirà il linguaggio e l’impatto dell’opera di Lynch.

Letteratura e attualità: il ruolo di Pecci Books

Anche il mondo della letteratura avrà un ruolo centrale con Leggere il presente, una serie di incontri con autori su temi di grande attualità. Il 1° marzo si discuterà del volume Questo lavoro non è vita. La lotta di classe nel XXI secolo - Il caso GKN, con gli autori Dario Salvetti e Gea Scancarello in dialogo con Simone Innocenti.

Tra gli appuntamenti, il 10 aprile verrà presentato L’immagine in movimento. Film e Opere 1966-2019 di Andrea Granchi, mentre il 12 aprile sarà protagonista Giuliano Turone con il libro Crimini inconfessabili. Il ventennio dell’Antistato che ha voluto e coperto le stragi (1973-1993). Il calendario si concluderà con la quarta edizione del Centro Pecci Books Festival, in programma dal 6 all’8 novembre.

Educazione e inclusione: l’arte come strumento sociale

Uno degli aspetti più innovativi della programmazione riguarda le attività educative e sociali. Il Dipartimento Educativo del Centro Pecci continuerà a lavorare con le scuole di ogni ordine e grado, con progetti come Prato Comunità Educante per contrastare la dispersione scolastica e Primi Mille Giorni d’arte al Centro Pecci, dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie.

L’attenzione al benessere mentale si tradurrà in iniziative rivolte a persone affette da malattie neurodegenerative. Ogni giovedì mattina si terranno laboratori e workshop per persone con il morbo di Parkinson e i loro caregiver, in collaborazione con il Fresco Parkinson Institute. Ogni venerdì sarà invece dedicato a laboratori espressivi per la salute mentale, mentre ogni due settimane verranno proposti percorsi artistici per donne in gravidanza.

Davide Stucchi, Light Lights
Davide Stucchi, Light Lights

Un museo vivo: eventi serali e nuove esperienze

Il Centro Pecci sarà un luogo sempre più dinamico e accessibile anche oltre i tradizionali orari di apertura. Torna infatti Centro Pecci Night, l’appuntamento mensile che permette di esplorare il museo fino a mezzanotte tra workshop, performance e incontri. Il 14 marzo si esibiranno Farida Amadou e Vincent Giampino, mentre l’11 aprile il pubblico potrà assistere a una performance di Katerina Andreou e Limpe Fuchs, oltre alla presentazione di un libro su David Wojnarowicz.

Il progetto E se ci entrassi dentro? proporrà un’esperienza immersiva tra arte, musica e sperimentazione, con il coinvolgimento di Kinkaleri, Nub e OOH-sounds.


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