Il panorama culturale e artistico di Lisbona si arricchisce con un’importante novità: il Museu de Arte Contemporânea Armando Martins (MACAM) ha infatti aperto le sue porte al pubblico il 22 marzo. Il museo nasce dalla collezione privata di Armando Martins, imprenditore e appassionato d’arte, che negli ultimi cinquant’anni (a partire dal 1974) ha raccolto opere di alcuni tra i più rilevanti artisti portoghesi e internazionali.
Per celebrare l’inaugurazione, il museo ha offerto l’ingresso gratuito al pubblico nei giorni 22, 23 e 24 marzo, consentendo ai visitatori di scoprire una vasta selezione di opere esposte nelle gallerie del MACAM. L’elemento distintivo di questa realtà è l’integrazione con una struttura alberghiera, che permette agli ospiti di immergersi completamente nell’esperienza artistica. Un’esperienza nuova, dunque, una fusione tra arte e ospitalità. L’obiettivo è offrire un soggiorno all’insegna della condivisione, della scoperta e della qualità del tempo libero, in un ambiente in cui l’arte è parte integrante della quotidianità.
La prima sezione della collezione include un nucleo storico di arte portoghese, costituito dalle opere inizialmente acquisite dal collezionista. Il gruppo prende avvio alla fine del XIX secolo con il naturalismo, prosegue con le avanguardie del primo Novecento e le varie generazioni del Modernismo, per arrivare fino alla fine degli anni Ottanta.
Comprende diversi capolavori e le principali figure artistiche di questi periodi, tra cui José Malhoa, Almada Negreiros, Amadeo de Souza-Cardoso, Eduardo Viana, Guilherme Santa-Rita, António Dacosta, Vieira da Silva, José de Guimarães, Costa Pinheiro, Júlio Pomar, Lourdes Castro, Nikias Skapinakis, René Bértholo, Joaquim Rodrigo, Ângelo de Sousa, Eduardo Nery, Nadir Afonso, Júlião Sarmento, Paula Rego, Helena Almeida, Pedro Cabrita Reis e molti altri.
Oltre alle opere di celebri artisti portoghesi, la collezione comprende lavori di importanti artisti internazionali, tra cui Daniel Buren, Marina Abramović, Thomas Struth, Elmgreen & Dragset, Thomas Ruff, Olafur Eliasson, Albert Oehlen, John Baldessari, Rirkrit Tiravanija, Ernesto Neto, Liam Gillick, Isa Genzken, Dan Graham e Vik Muniz. In totale, la collezione rappresenta più di 280 artisti, organizzati in nuclei autoriali e gruppi tematici. La raccolta è in continua espansione.
Tra le opere più rappresentative del MACAM spiccano Música Surda (1914-1915) di Amadeo de Souza-Cardoso, Maio de 68 (1968) di Maria Helena Vieira da Silva e The Cotton Fabric Paintings #1 (2007) di Pedro Cabrita Reis. Una delle presenze più rilevanti è quella di Marina Abramović con Women Massaging Breasts, parte della serie Balkan Erotic Epic del 2005.
Oltre alla collezione permanente, il MACAM ospita dal 24 marzo 2025 due grandi mostre temporanee, allestite nelle gallerie 3 e 4. La prima, intitolata The Anthropocene: In Search of a New Human?, affronta il tema dell’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso opere di artisti come Mariele Neudecker e Ernesto Neto. La loro ricerca indaga i mutamenti ambientali e la trasformazione dell’ecosistema in rapporto alla presenza umana.
La seconda mostra, War: Reality, Myth and Fiction, esplora le rappresentazioni della guerra nell’arte contemporanea. Tra le opere in esposizione, Little Boy #1 di João Louro e No Life Lost di Berlinda De Bruyckere pongono interrogativi sul rapporto tra violenza, memoria e immaginario collettivo.
Durante le giornate del 22, 23 e 24 marzo, i visitatori hanno potuto partecipare a incontri guidati alla scoperta delle opere più importanti della collezione. Inoltre, il museo ospita performance dal vivo e momenti dedicati alle arti performative, come l’applicazione del mehndi, l’antica arte della pittura con l’henné, tradizionalmente legata a celebrazioni e rituali di passaggio.
Il programma musicale ha previsto dalle 16 alle 19 un accompagnamento sonoro curato da Rui Miguel Abreu nel giardino del museo, mentre alle 18 si è tenuta la presentazione dell’album Afloat, interpretato da André Barros e Tiago Ferreira al pianoforte, con la partecipazione speciale del clarinettista Paulo Bernardino.