A Genova una delle più belle ville nobiliari diventa un nuovo polo per l'arte e la cultura


A Genova nasce oggi Palazzo Foundation, l’ente senza scopo di lucro che avvia un ambizioso progetto per la valorizzazione di Villa Pallavicino delle Peschiere. Tra restauri, eventi e arte contemporanea, la fondazione punta a rendere il complesso un riferimento culturale nazionale e internazionale.

A Genova è stata presentata oggi Palazzo Foundation, il nuovo ente del Terzo Settore nato con l’obiettivo di recuperare e valorizzare Villa Pallavicino delle Peschiere, una delle residenze nobiliari più belle della città. La fondazione, istituita dal broker assicurativo Lockton P.L. Ferrari, punta a trasformare il complesso monumentale in un punto di riferimento culturale di rilevanza nazionale e internazionale, attraverso restauri, eventi, mostre e collaborazioni con artisti contemporanei.

Il cuore della missione della fondazione è la tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico della villa, uno dei luoghi più iconici della cultura rinascimentale in Liguria. Nei secoli, Villa Pallavicino ha affascinato artisti e intellettuali: nel 1622 il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens ne incise l’immagine nel volume Palazzi di Genova, mentre nel 1844 lo scrittore Charles Dickens vi soggiornò, completando la stesura de Le Campane.

“La creazione di Palazzo Foundation rappresenta un atto concreto di restituzione alla comunità di un frammento vitale della sua identità storica e sociale”, afferma il presidente Filippo Fabbri, “poiché Villa Pallavicino delle Peschiere, pur essendo uno dei simboli di Genova nonché una delle più belle ville rinascimentali d’Italia, da sempre è stato un luogo poco conosciuto e finora privatamente custodito. Di questo patrimonio culturale e architettonico vogliamo prenderci cura, per noi e per le nuove generazioni, aprendo i cancelli al pubblico, creando delle iniziative virtuose di dialogo tra i cittadini, il mondo accademico e i settori del pubblico e del privato, creando al contempo sinergie e nuovi valori. Palazzo Foundation intende fare leva sulla cultura come volano di crescita economica e come risorsa per l’intera comunità. Questo progetto di recupero e valorizzazione contribuirà non solo alla salvaguardia del patrimonio artistico, ma anche al rilancio del territorio e delle sue opportunità. Lo perseguiremo con la volontà e la determinazione che caratterizzano il nostro gruppo.”

Villa delle Peschiere, esterno
Villa delle Peschiere, esterno, veduta aerea. Su concessione di Palazzo Foundation
Villa delle Peschiere, facciata
Villa delle Peschiere, prospetto meridionale con rampe di accesso al ninfeo. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation

Il restauro della Grotta Pallavicino e la valorizzazione del sito

Uno degli obiettivi principali di Palazzo Foundation è il restauro della Grotta Pallavicino, un gioiello architettonico del XVI secolo noto per le sue preziose decorazioni polimateriche. Il progetto, che verrà portato avanti con il supporto di istituzioni locali e partner privati, si inserisce in un piano più ampio di rilancio della villa, che prevede anche l’organizzazione di eventi culturali, mostre e attività formative.

A partire dal 2025, la fondazione avvierà un programma di ricerca e studio dedicato alla villa, coinvolgendo esperti internazionali per il restauro e la valorizzazione del complesso. In parallelo, verranno organizzate attività per la valorizzazione del sito, come visite guidate, conferenze e collaborazioni con istituzioni accademiche, tra cui l’Università di Genova, con attività di formazione universitaria e post-universitaria (come il percorso di formazione dell’Università di Genova, d:cult), laboratori, iniziative di utilità sociale e solidaristiche in ambito culturale. Le relazioni, in particolare con le università, non rappresentano soltanto uno strumento per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio, ma anche un’opportunità concreta per il collocamento di giovani professionisti nel campo delle humanities. Questo vale sia per i talenti del territorio genovese, sia per l’attrazione di giovani menti a livello internazionale, che possono trovare in Villa Pallavicino delle Peschiere un contesto di eccellenza per la propria crescita professionale.

Vestibolo del ninfeo
Vestibolo del ninfeo. Su concessione di Palazzo Foundation
Ingresso del ninfeo
Ingresso del ninfeo. Su concessione di Palazzo Foundation
Interno del ninfeo
Interno del ninfeo. Su concessione di Palazzo Foundation
Volta interna del ninfeo
Volta interna del ninfeo. Su concessione di Palazzo Foundation

L’arte contemporanea a Villa Pallavicino

Un altro aspetto chiave della missione di Palazzo Foundation è il dialogo con l’arte contemporanea. L’ente intende aprire il parco e le sale storiche della villa ad installazioni, performance e mostre temporanee, coinvolgendo artisti, gallerie e musei.

Per inaugurare questo percorso, la fondazione ha stretto una collaborazione con Pinksummer Contemporary Art, galleria di riferimento nel panorama artistico italiano. Grazie a questa partnership, nel parco della villa sono state installate tre opere di Tomás Saraceno, artista noto a livello internazionale. Tra queste, una scultura mai esposta prima in Italia, proveniente dalla mostra Web(s) of Life della Serpentine Gallery di Londra. Le opere, incentrate sul rapporto tra uomo e natura, si inseriscono perfettamente nella filosofia di sostenibilità che ispira il progetto della fondazione. Nel corso del 2025, Villa Pallavicino ospiterà anche la prima mostra personale in Italia di James Hawke, pittore britannico celebre per le sue tele ispirate alle villeggiature mediterranee.

Veduta generale della Galleria con storie di Perseo al primo piano nobile. Nella lunetta Sposalizio di Perseo e Andromeda, G.B. Castello detto il Bergamasco, 1558 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Veduta generale della Galleria con storie di Perseo al primo piano nobile. Nella lunetta Sposalizio di Perseo e Andromeda, G.B. Castello detto il Bergamasco, 1558 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Veduta generale del Bagno del Principe, raro esempio di terme in domo conservatesi fino ad oggi. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Veduta generale del Bagno del Principe, raro esempio di terme in domo conservatesi fino ad oggi. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Sovrapporta raffigurante Lotta tra Apollo e Cupido nella Loggia di Levante, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Sovrapporta raffigurante Lotta tra Apollo e Cupido nella Loggia di Levante, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Il Salone d'Onore. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Il Salone d’Onore. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Quadrature prospettiche nel Salone d'Onore, di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Quadrature prospettiche nel Salone d’Onore, di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation

Un nuovo polo per la cultura e l’inclusione

Palazzo Foundation non si limiterà alla tutela del patrimonio storico, ma si impegnerà anche nella promozione di eventi e attività culturali rivolte a un pubblico ampio e diversificato. Il calendario prevede mostre, concerti, seminari, convegni e percorsi formativi, con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani talenti e alla creazione di opportunità professionali nel settore culturale. Grande attesa anche per il ciclo di spettacoli Opera Lirica in Villa, che prenderà il via l’11 aprile con Madama Butterfly. L’evento inaugurale, patrocinato da RAI Liguria, sarà a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione agli eventi e alle visite guidate sono disponibili sul sito www.palazzo-foundation.org.

Volta con La clemenza di Alessandro Magno verso la madre di Dario, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Volta con La clemenza di Alessandro Magno verso la madre di Dario, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Volta con Le Storie di Ulisse nel Salone d’Onore, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Volta con Le Storie di Ulisse nel Salone d’Onore, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Riquadro della volta del Salone d'Onore raffigurante Minerva che indica a Ulisse dove nascondere il tesoro vinto nella gara del disco, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Riquadro della volta del Salone d’Onore raffigurante Minerva che indica a Ulisse dove nascondere il tesoro vinto nella gara del disco, Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, 1560 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Sovrapporta raffigurante Lotta di Diana con il satiro nella Loggia di Levante, Luca Cambiaso, 1561 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation
Sovrapporta raffigurante Lotta di Diana con il satiro nella Loggia di Levante, Luca Cambiaso, 1561 circa. Foto: Monica Schettino. Su concessione di Palazzo Foundation

Villa Pallavicino delle Peschiere

“Uno dei più affascinanti e deliziosi scorci del mondo”. Così, nelle parole di Charles Dickens, viene definito il panorama di cui gode lo scrittore dal suo elegante alloggio a Villa delle Peschiere, affittato nel 1844 e da lui amato moltissimo, tanto da ispirare il titolo e il completamento del celebre romanzo Le Campane. Costruita sulla cima di un colle, Villa Pallavicino delle Peschiere è una delle testimonianze artistiche e architettoniche di epoca rinascimentale più importanti di Genova, che ancora oggi è in grado di raccontare la ricchezza e la raffinatezza raggiunte dall’aristocrazia cittadina durante il cosiddetto Siglo de los Genoveses, ossia un periodo di grande prosperità maturato principalmente nel XVI secolo.

La Villa, commissionata intorno alla metà del Cinquecento, nasce come residenza di piacere extraurbana di Tobia Pallavicino, uno degli uomini più ricchi del suo tempo per via del monopolio sull’estrazione dell’allume dalle miniere della Tolfa. L’edificio viene costruito secondo i più aggiornati canoni dell’architettura rinascimentale, su ispirazione delle ville romane, nella fattispecie La Farnesina di Baldassarre Peruzzi, e con numerosi riferimenti ai canoni di Vitruvio e ai precetti di Sebastiano Serlio. Sebbene sia ancora dibattuta, alcune fonti attribuiscono la paternità del progetto al grande architetto Galeazzo Alessi, che lavora a Genova proprio in quegli anni e che sicuramente ha influenzato lo stile del palazzo, altre invece la riconducono a Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, pittore, architetto e stuccatore certamente attivo in tutto il monumentale cantiere delle Peschiere.

Gli interni e gli affreschi Internamente la Villa conserva in ogni ambiente l’originale decorazione cinquecentesca, realizzata ad affresco dal Bergamasco e dalla sua bottega, con un prezioso intervento anche di Luca Cambiaso. I soggetti raffigurati raccontano episodi della mitologia antica, finalizzati a celebrare le virtù del padrone di casa e a trasmettere agli ospiti l’immagine di potere e raffinatezza coltivata dai Pallavicino. All’esterno fa da cornice alla dimora un ampio giardino, che mantiene buona parte della sua originaria estensione, un tempo adorno di vialetti, fontane, sculture, siepi, e anche di alcune peschiere, che hanno ispirato il nome della Villa.

Tra le pitture delle volte spiccano per l’elevata qualità le Storie di Ulisse nel Salone d’Onore, i Racconti del mito di Perseo nella Galleria del piano nobile, la Caduta di Fetonte nella Loggia di Levante, e Diana che lotta con il satiro nella Loggia di Ponente, unica opera presente in Villa del noto pittore Luca Cambiaso. I personaggi storici che l’hanno visitata Nel corso del tempo numerosi personaggi illustri hanno testimoniato la propria ammirazione per le Peschiere, tra di questi anche il famoso artista fiammingo Pieter Paul Rubens, che rimane folgorato dallo splendore degli edifici genovesi, scegliendo di dedicarvi un intero volume: pubblicato ad Anversa nel 1622, Palazzi di Genova è ancora oggi un importante strumento di studio per comprendere appieno la magnificenza di Genova tra Cinque e Seicento, della quale Villa delle Peschiere è tra gli esempi più aulici. Nuova vita per il ninfeo: la Grotta Pallavicino Inserita nel cuore del parco, la Grotta Pallavicino rappresenta il fiore all’occhiello di tutto il complesso monumentale. Esempio unico al mondo, questo luogo si è eccezionalmente salvato dalle distruzioni e dalle dispersioni che nel corso del tempo hanno causato la scomparsa della maggior parte delle grotte artificiali di giardino per le quali nel Cinquecento Genova era famosa in tutta Europa. Il ninfeo di Villa delle Peschiere appare come uno dei più sorprendenti già all’epoca della sua realizzazione: l’acqua scorre ancora all’interno dell’impianto idraulico originale, riempiendo cinque vasche di marmo posizionate ai lati della grotta e favorendo la rigenerazione della vegetazione che abita questi spazi. Ogni superficie è riccamente decorata con conchiglie, coralli rossi e bianchi, marmi, vere stalattiti, raffinate gocce in maiolica dai toni vivacissimi, cristalli di quarzo, ardesia, malte colorate e stucchi. Oggi Villa Pallavicino delle Peschiere apre le porte ad una nuova stagione di recupero e valorizzazione patrimonio storico e artistico che la caratterizza, con l’obiettivo di promuovere le bellezze di cui è custode, rinnovare i suoi antichi spazi e restituire al territorio su cui sorge un luogo imperdibile di arte e cultura.


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