Dal 3 aprile al 19 luglio 2025, la BUILDING GALLERY di Milano accoglie Transitum, la mostra personale di Fabrizio Cotognini (Macerata, 1983), curata da Marina Dacci. Si tratta di un progetto che attraversa l’intero spazio della galleria, articolandosi in un percorso denso di rimandi storici e suggestioni alchemiche. Più di 90 opere, tra microfusioni, sculture, installazioni e disegni, danno forma a una narrazione stratificata, in cui l’arte diventa strumento di indagine sulla trasformazione.
La ricerca di Cotognini si nutre di riferimenti alla mitologia, all’epica e all’alchimia, traducendo questi elementi in una riflessione sulla metamorfosi, intesa come evoluzione dell’identità e mutamento della materia. L’artista interviene anche su incisioni del XVIII secolo, costruendo immagini che condensano passato e presente. Il titolo della mostra richiama il concetto di passaggio e di mutamento, suggerendo un percorso che si snoda attraverso tre livelli espositivi, ciascuno con una propria dimensione simbolica.
"Il titolo della mostra diviene metafora della postura dello stesso artista orientato a una ricerca continua”, osserva Marina Dacci. “Transitum racconta un potenziale infinito sia della materia sia della natura umana: la natura in rapporto all’uomo si affaccia prepotentemente in tutta la mostra, letteralmente a volo d’uccello."
Il piano terra della BUILDING GALLERY è dedicato al dialogo tra natura e cultura. Qui due opere emblematiche, Alveare (2025) e La Casa dell’Arte (2025), raccontano la galleria come un luogo di creazione e connessione, proprio come un alveare in cui il sapere si accumula e si trasforma. Questa riflessione si sviluppa ulteriormente con Hybridatio Mundi (2024-2025), una serie di microfusioni in bronzo raffiguranti piccoli uccelli disseminati lungo l’intero spazio espositivo. Gli uccelli, simbolo di transizione tra cielo e terra, si posano tra balconi e terrazze, incarnando la rinascita e il continuo divenire.
L’idea di trasformazione si fa ancora più evidente nelle opere del ciclo Distopie (2024), incisioni settecentesche rielaborate in chiave contemporanea, e nella serie di ritratti Who is Christian Rosenkreutz? (2024), in cui Cotognini esplora il concetto di identità fluida, dalla dimensione esoterica a quella sociale. Questi lavori trovano un naturale sviluppo in Androgino e il Doppio (2024) e in Studi sull’Alchimia (2024), culminando nell’opera Alchimia Mundi (2025), un libro d’artista di oltre cinque metri che racconta la creazione del mondo attraverso simboli e immagini tratte da un antico salterio inglese.
Al primo piano, la mostra si concentra sulla passione di Cotognini per il teatro, inteso come spazio di conoscenza e di trasformazione. L’artista rievoca la scenografia del Parsifal, messo in scena a New York nel 1904, costruendo un’installazione che riprende la struttura semi-ciclica dei teatri barocchi. Intorno a questa, una selezione di incisioni antiche dedicate all’architettura teatrale è stata arricchita da interventi pittorici, inserendo oggetti e figure che evocano momenti cruciali del dramma wagneriano. Accanto a questo allestimento, si sviluppa la serie I 12 Cavalieri della Tavola Rotonda (2024), un omaggio a Salvator Rosa che riprende le figure leggendarie del Sacro Graal, stabilendo un legame con il mito e la ricerca spirituale.
L’ultimo piano della galleria è dedicato al tema della memoria e della visione. Qui due macchine ottiche diventano strumenti per esplorare il rapporto tra immaginazione e conoscenza. In particolare, due opere rendono omaggio al gesuita e scienziato Athanasius Kircher: una anamorfosi che raffigura il suo volto in due età diverse e una fusione in bronzo della sua testa giovanile, dalla quale si irradia una proiezione della costellazione del Cigno. Questa ricerca sul legame tra microcosmo e macrocosmo continua nelle Mappe Celesti (2025), due lavori basati su incisioni originali del XVII secolo che celebrano Galileo Galilei e l’astrologo John Dee, sottolineando il filo invisibile che collega l’uomo alle stelle.
Dal 3 aprile al 5 luglio 2025, Transitum si estende anche alla Galleria Moshe Tabibnia di Milano, dove il dialogo tra arte contemporanea e passato si fa ancora più evidente. Qui Cotognini ha scelto di confrontarsi con i tessili della collezione Moshe Tabibnia, proponendo un’installazione incentrata sulla figura del cigno, animale simbolico legato al culto di Apollo.
Al centro dello spazio espositivo L’Iperboreo (2025), una grande fusione in bronzo raffigurante un cigno reale che poggia le zampe su due teschi, a rappresentare la dualità tra vita e morte. Attorno a questa scultura si sviluppano dodici disegni preparatori, alcuni esposti nella Sala Brera al piano terra, altri collocati nella biblioteca del primo piano, in dialogo con i volumi conservati al suo interno.
Fabrizio Cotognini vive e lavora a Civitanova Marche. Nel 2009 ha conseguito il diploma in Pittura e Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. La sua ricerca si sviluppa attraverso un costante dialogo con l’antico, reinterpretato in chiave contemporanea. Tempo, memoria e mito rappresentano i cardini del suo lavoro, esplorati attraverso riferimenti alla storia, alla letteratura, all’architettura e al teatro. Le sue opere combinano questi linguaggi in narrazioni stratificate, dove iconografia e scrittura si rafforzano reciprocamente. Il disegno è il mezzo espressivo principale, declinato su tavola, nei libri d’artista e nei diari di lavoro. Spesso interviene su incisioni antiche, di cui è un appassionato collezionista.
L’interesse per l’alchimia lo ha portato a sperimentare con rigore materiali e processi produttivi, sia per la creazione di opere bidimensionali sia nella scultura, concentrandosi negli ultimi anni sulla tecnica della microfusione. Ha ottenuto riconoscimenti in diversi premi artistici italiani, tra cui il Premio Cairo. La sua attività espositiva è iniziata nei primi anni Duemila con mostre collettive (2003), per poi proseguire con personali dal 2011 in diverse sedi italiane.
Numerose istituzioni pubbliche e private lo hanno invitato a realizzare progetti site-specific, tra cui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il Parco dei Fori Imperiali di Roma, Palazzo Buonaccorsi di Macerata, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio di Bologna, l’American Academy di Roma, il Museo Archeologico di Salerno, Palazzo Ducale di Urbino, Palazzo Magnani di Reggio Emilia, la Fondazione Pastificio Cerere di Roma, Castel Sant’Elmo e la Fondazione Morra Greco di Napoli.
Le sue opere sono state esposte anche all’estero, in sedi come l’ICI di Berna, l’Oficina di Barcellona, Hero Gallery ad Amsterdam, l’ICI di Caracas, il Centro de Desarrollo de las Artes Visuales a L’Avana e la National Gallery in Georgia. Il suo lavoro è stato inoltre presentato in importanti manifestazioni, tra cui la Biennale di Thessaloniki, Manifesta 12 a Palermo, la Biennale del Disegno di Rimini, la Biennale del Mediterraneo e gli eventi collaterali della Biennale di Venezia, oltre a fiere d’arte nazionali e internazionali.
Titolo mostra | Transitum | Città | Milano | Sede | Building Gallery | Date | Dal 03/04/2025 al 19/07/2025 | Artisti | Fabrizio Cotognini | Curatori | Marina Dacci | Temi | Arte contemporanea |