Marco Maria Zanin porta la sua “Acacia” al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia


Dal 28 marzo al 27 luglio 2025, Palazzo dei Musei ospita Acacia, un progetto di Marco Maria Zanin che intreccia arte contemporanea, archeologia e memoria personale. Un viaggio tra scultura, ceramica e fotografia che trasforma il Museo Gaetano Chierici in un laboratorio di sperimentazione.

Dal 28 marzo al 27 luglio 2025, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia accoglie Acacia, un intervento artistico di Marco Maria Zanin (Padova, 1983) che fonde arte contemporanea, archeologia e antropologia. Il progetto, curato da Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, nasce su iniziativa dei Musei Civici di Reggio Emilia, con il sostegno del PAC2024 - Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il percorso espositivo si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, uno spazio che già da tempo si distingue per un approccio innovativo al dialogo tra passato e presente. La lunga collaborazione tra i Musei Civici e l’architetto Italo Rota ha trasformato le collezioni in un laboratorio di sperimentazione, con allestimenti che mettono in relazione epoche diverse e ridefiniscono il ruolo del museo contemporaneo.

Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in tessuto con l'Atelier di tessitura a mano Giuditta Brozzetti (Perugia, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in tessuto con l’Atelier di tessitura a mano Giuditta Brozzetti (Perugia, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in tessuto con l'Atelier di tessitura a mano Giuditta Brozzetti (Perugia, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in tessuto con l’Atelier di tessitura a mano Giuditta Brozzetti (Perugia, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in ceramica con il maestro ceramista Antonino Negri (Lodi, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in ceramica con il maestro ceramista Antonino Negri (Lodi, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in ceramica con il maestro ceramista Antonino Negri (Lodi, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in ceramica con il maestro ceramista Antonino Negri (Lodi, 2025)

Una memoria personale diventa ricerca universale

Il cuore del progetto affonda nelle vicende biografiche dell’artista: la perdita della sorella gemella prima della nascita, a cui ha dato il nome simbolico di Acacia. Da questa assenza Zanin sviluppa un corpus di opere che riflettono sul lutto, sulla trasformazione e sul valore della memoria. Scultura, ceramica, bronzo, vetro e tessitura compongono un corredo funebre contemporaneo, in cui gli oggetti dialogano con i reperti archeologici della collezione del museo.

I manufatti creati dall’artista non si limitano a evocare il passato, ma lo riscrivono attraverso nuove forme di narrazione. Acacia è un progetto che riflette sulla capacità degli oggetti di attraversare il tempo, diventando strumenti di connessione tra il vissuto individuale e la memoria collettiva. La collezione archeologica si trasforma così in un archivio dinamico, in grado di suscitare nuove letture e stimolare riflessioni sul rapporto tra il passato e il presente.

Arte e artigianato: un dialogo tra materiali e memoria

La metodologia di lavoro di Zanin si fonda su una ricerca che unisce arte e antropologia, esplorando la capacità trasformativa dei materiali. Per realizzare le opere di Acacia, l’artista ha collaborato con artigiani selezionati grazie alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione che promuove e tutela l’alto artigianato artistico. Ogni pezzo esposto porta la firma dell’artista e quella dell’artigiano che lo ha realizzato, a sottolineare il valore della creazione condivisa. Le sculture in ceramica, realizzate con Antonino Negri (Lodi), si ispirano alle urne funerarie antiche e custodiscono le tracce di un’eredità invisibile. I manufatti in bronzo, prodotti insieme al laboratorio Tuorlo di Padova, evocano un’infanzia non vissuta, mentre i tessuti, creati nei laboratori dell’Atelier Giuditta Brozzetti (Perugia), intrecciano storie di separazione e ricerca. Il vetro, plasmato da Simone Crestani (Vicenza), richiama strumenti alchemici e simboli di trasformazione, suggerendo un percorso di sublimazione e rinascita.

Accanto a questi elementi, la fotografia assume un ruolo centrale nel progetto, intrecciando ricerca scientifica, documentazione antropologica e immaginario poetico. Attraverso le immagini, Zanin costruisce un racconto visivo che attraversa il ciclo della vita e della perdita, offrendo una riflessione sul valore simbolico degli oggetti e sulla loro capacità di veicolare emozioni e memorie.

Un museo in trasformazione

Con Acacia, il Museo Gaetano Chierici si conferma uno spazio di sperimentazione, capace di interrogare il proprio ruolo e ridefinire la relazione tra il pubblico e le collezioni. Il progetto si inserisce nel più ampio dibattito sulla funzione del museo contemporaneo, esplorando nuovi modelli di produzione artistica e nuovi approcci alla valorizzazione del patrimonio.

Il programma espositivo sarà accompagnato da un ciclo di incontri interdisciplinari che vedranno la partecipazione di studiosi e curatori di rilievo, tra cui Anna Castelli, Alberto Cavalli, Matteo Lucchetti, Sara Ricciardi e Marco Scotini. Il dibattito si concentrerà sul ruolo dell’arte nella reinterpretazione delle collezioni archeologiche e sulle potenzialità del museo come spazio di creazione condivisa. A documentare il progetto ci sarà un catalogo bilingue con testi critici e immagini della mostra, il cui progetto grafico è curato da Giulia Boccarossa. Inoltre, un video realizzato da Stefano Rizzato racconterà il processo di creazione delle opere, offrendo uno sguardo dietro le quinte sulla genesi del progetto.

Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in vetro con l'artigiano e artista del vetro Simone Crestani (Vicenza, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in vetro con l’artigiano e artista del vetro Simone Crestani (Vicenza, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in vetro con l'artigiano e artista del vetro Simone Crestani (Vicenza, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in vetro con l’artigiano e artista del vetro Simone Crestani (Vicenza, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in bronzo con lo studio di oreficeria contemporanea Tuorlo snc (Padova, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in bronzo con lo studio di oreficeria contemporanea Tuorlo snc (Padova, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in bronzo con lo studio di oreficeria contemporanea Tuorlo snc (Padova, 2025)
Marco Maria Zanin. Acacia. Making-of delle opere in bronzo con lo studio di oreficeria contemporanea Tuorlo snc (Padova, 2025)

Note sull’artista

Marco Maria Zanin è un artista, ricercatore e attivista. Dopo la laurea in Lettere Moderne, ha proseguito gli studi in Relazioni Internazionali e attualmente sta svolgendo un dottorato in Antropologia presso ISCTE/NOVA di Lisbona, con una ricerca intitolata Potenzialità nella frontiera tra arte e artefatto. Il suo lavoro esplora le connessioni tra l’essere umano e la terra, mettendo in evidenza pratiche e rituali che, attraverso un approccio interculturale, rafforzano i legami tra le comunità e il territorio, valorizzando la vita in tutte le sue forme.

Tra le sue mostre personali più recenti figurano Soil Kinships (2021), curata da Matteo Lucchetti presso la Galleria Spazio Nuovo di Roma; Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese (2021) alla Casa dei Tre Oci di Venezia; Le Opere e i Giorni (2019), curata da Antonio Grulli ai Musei Civici di Bassano; As Obras e os Dias (2017), a cura di Jacopo Crivelli Visconti, presso Pivô Arte e Pesquisa di San Paolo; Dio è nei frammenti (2017), curata da Daniele De Luigi alla Galleria Civica di Modena; O Lado Direito do Avesso (2015), curata da Paulo Miyada alla Oficina Cultural Oswald de Andrade di San Paolo. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui il MART, il Museo Morandi, la Fondazione Modena Arti Visive, la Fondazione Brodbeck, la Fondazione Alberto Peruzzo, il MAM di Rio de Janeiro e il Salsali Museum di Dubai.

Informazioni pratiche

Orario di apertura da settembre a giugno: martedì, mercoledì e giovedì > 10-13; venerdì, sabato, domenica e festivi > 10-18.

Orario di apertura luglio: martedì, giovedì, domenica e festivi > 10-13; mercoledì, venerdì e sabato > 10-13.00 / 21-24.

Ingresso: gratuito


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