Miart 2025, le 15 opere più rappresentative della fiera (coi prezzi)


Quali sono le opere più interessanti o rappresentative di questa edizione della fiera? Ecco scoperte e riscoperte, novità, artisti da tenere d’occhio. Come sempre coi prezzi.

Dal 4 al 6 aprile 2025, Milano torna al centro della scena dell’arte contemporanea con la 29ª edizione di miart, la fiera internazionale che riunisce artisti, galleristi, collezionisti e appassionati da tutto il mondo. Ospitata all’Allianz MiCo, la manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti più importanti del settore, con la partecipazione di 179 gallerie provenienti da 31 paesi e cinque continenti. L’edizione di quest’anno si distingue per un fil rouge sul tema Among Friends, ispirato al centenario della nascita di Robert Rauschenberg, celebre per la sua visione artistica incentrata sulla collaborazione e sul dialogo tra diverse discipline e culture.

La fiera, diretta anche quest’anno da Nicola Ricciardi, si articola in tre sezioni principali: Established, dedicata ai grandi nomi del Novecento e agli artisti contemporanei già affermati; Emergent, che punta i riflettori sulle gallerie più giovani e sulle voci emergenti della scena internazionale; e Portal, una sezione sperimentale che esplora progetti innovativi capaci di superare i confini geografici e disciplinari.

Individuare le opere più rappresentative di miart non è un compito semplice, ma abbiamo selezionato per voi 15 opere da guardare con attenzione che ci pare incarnino lo spirito e le tendenze più interessanti di questa edizione. Una finestra privilegiata sulle direzioni dell’arte contemporanea. Come da tradizione di Finestre sull’Arte, opere pubblicate con i prezzi.

Miart 2025, edizione ispirata a Robert Rauschenberg
Miart 2025, edizione ispirata a Robert Rauschenberg

1. Julian Schnabel, White Dog + Little Dog. Proposto da: Enzo Sperone. Prezzo: 300.000 euro

Le due opere di Julian Schnabel (New York, 1951) che Enzo Sperone porta a miart (l’altra è Untitled - Chinese Painting, esposta a fianco a questa) occupano da sole tutta una parete e sono tra i lavori più costosi che si trovano in fiera (entrambi costano 300.000 euro, nonostante la differenza di dimensioni: il Chinese Painting, del 2005, è infatti un lavoro di tre metri e mezzo d’altezza). Fanno parte di una serie, i “Tarp Paintings”, che l’artista porta avanti dagli anni Settanta: è uno dei principali filoni di ricerca del grande regista-pittore che crea questi lavori monumentali su teloni trovati, che riprendono vita con segni, macchie, pitture, inserimenti di ulteriori oggetti. L’arte di Julian Schnabel è espressiva, materica e monumentale, e i suoi Tarp Paintings ne sono un chiaro esempio. L’artista americano si distingue per l’uso di materiali non convenzionali, come ceramiche frantumate, teloni industriali (tarp), velluti e superfici riciclate, che trasformano il supporto stesso in parte integrante dell’opera. Schnabel è un artista che sfida le convenzioni pittoriche, combinando elementi figurativi e astratti in uno stile gestuale e impulsivo, vicino all’espressionismo astratto e al neo-espressionismo. Le sue opere spesso trasmettono un senso di grandiosità e decadenza, evocando emozioni attraverso materiali insoliti, pennellate energiche e un uso audace del colore.

Julian Schnabel, White Dog + Little Dog (2000; oggetto trovato, olio, resina e gesso su telone, 228 x 213 cm). 300.000 euro
Julian Schnabel, White Dog + Little Dog (2000; oggetto trovato, olio, resina e gesso su telone, 228 x 213 cm). 300.000 euro

2. Max Ernst, La ville entière. Proposto da: Umberto Verolino. Prezzo: 280.000 euro

La Città Intera (La ville entière) è un’opera di Max Ernst (Brühl, 1891 - Parigi, 1976) appartenente a una serie di 12 dipinti realizzati tra il 1933 e il 1937, caratterizzati da un paesaggio surrealista che riflette il crescente pessimismo dell’artista, dovuto alla situazione politica in Germania in quegli anni. L’opera originale scelta come modello per un arazzo, quello presentato a miart da Umberto Verolino, è oggi conservata presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, uno dei più importanti musei d’arte europea e americana del XX secolo in Italia. L’arazzo in questione fu tessuto a mano da Yvette Cauquil-Prince (1928-2005), tessitrice belga di fama, che fondò il suo atelier a Parigi negli anni Cinquanta e successivamente si trasferì in Corsica. Fu celebre per le sue collaborazioni con importanti artisti del XX secolo, in particolare con Marc Chagall, con cui realizzò 40 arazzi. Il grande arazzo di Verolino venne esposto anche all’edizione 2018 di Arte Fiera a Bologna.

Max Ernst, La ville entière (1975; arazzo tessuto a mano, 438 x 284 cm). 280.000 euro
Max Ernst, La ville entière (1975; arazzo tessuto a mano, 438 x 284 cm). 280.000 euro

3. Karel Appel, Flamme Riante. Proposto da: Matteo Lampertico Fine Art. Prezzo: 260.000 euro

Karel Appel (Amsterdam, 1921 - Zurigo, 2006) è uno dei grandi nomi dell’arte del XX secolo. Pittore, scultore e poeta olandese, noto per essere uno dei fondatori del movimento artistico CoBrA, si distinse con un’arte che faceva un uso audace del colore e che utilizzava pennellate energiche e forme espressive, talvolta grottesche. Le sue opere spesso raffigurano figure umane e animali in modo astratto e giocoso, e riflettono un interesse per l’arte spontanea e non convenzionale. L’opera Flamme riante presentata a miart da Matteo Lampertico è esemplificativa di uno dei migliori momenti della carriera di Appel.

Karel Appel, Flamme Riante (1959; olio su tela, 116 x 88 cm). 260.000 euro
Karel Appel, Flamme Riante (1959; olio su tela, 116 x 88 cm). 260.000 euro

4. Mario Schifano, Notte vista con figure. Proposto da: Artemisia Fine Art. Prezzo: 150.000 euro

Opere di Mario Schifano (Homs, 1934 - Roma, 1998) sono una presenza piuttosto abituale nelle fiere d’arte, dal momento che Schifano è tuttora uno degli artisti più richiesti del mercato. Vedere però un suo dipinto monumentale, come questa Notte vista con figure, di due metri per tre, è sempre piacevole: è una delle opere più grandi di questa edizione di miart.

Mario Schifano, Notte vista con figure (1987; smalto e acrilico su tela, 200 x 300 cm). 150.000 euro
Mario Schifano, Notte vista con figure (1987; smalto e acrilico su tela, 200 x 300 cm). 150.000 euro

5. Alex Katz, Yvonne and Carmen. Proposto da: Monica de Cardenas. Prezzo: 85.000 euro

Una interessante novità per le fiere italiane. Monica de Cardenas porta a miart due grandi cartoni di Alex Katz (New York, 1927): l’altro, di dimensioni più ridotte, ha un costo di 62.000 euro. Noto per essere uno dei principali maestri del Contemporary Realism statunitense, Katz è celebre per le sue raffigurazioni su larga scala di paesaggi, fiori e ritratti, che si distinguono per l’appiattimento delle forme e dei dettagli. Spesso per le sue tele si è avvalso del supporto dei cartoni da spolvero, come quelli presentati da Monica de Cardenas, tecnica antichissima: sono stati anche al centro di una mostra che la galleria milanese ha proposto dal pubblico tra il novembre 2024 e il febbraio 2025. È stata la prima volta che il pubblico italiano ha potuto vedere i cartoons dell’artista americano.

Alex Katz, Yvonne and Carmen (1996; gessetto e carboncino su carta, 133 x 210 cm). 85.000 euro
Alex Katz, Yvonne and Carmen (1996; gessetto e carboncino su carta, 133 x 210 cm). 85.000 euro

6. Atanasio Soldati, Composizione. Proposto da: Cardelli e Fontana. Prezzo: 50.000 euro

Atanasio Soldati (Parma, 1896 - 1953) è considerato uno dei pionieri dell’astrattismo italiano, con opere caratterizzate da forme geometriche, colori vividi e un lirismo metafisico. Nato a Parma nel 1896, si laureò in architettura nel 1920 e si trasferì a Milano nel 1925. Dal 1931 entrò in contatto con artisti astrattisti e iniziò a esporre alla galleria Il Milione, confrontandosi con il cubismo di Léger e Picasso e subendo l’influenza di Klee, Kandinskij e Mondrian. Dopo una fase neometafisica, nel dopoguerra sviluppò uno stile autonomo vicino a Osvaldo Licini e Fausto Melotti. Espose alla Quadriennale di Roma (1936) e alle Biennali di Venezia (1948, 1950, 1952). L’opera presentata da Cardelli e Fontana è uno degli esempi più cristallini della poetica di Soldati, in particolare della sua meditazione sulle opere di Mondrian.

Atanasio Soldati, Composizione (1937; olio su tela, 44 x 60 cm). 50.000 euro
Atanasio Soldati, Composizione (1937; olio su tela, 44 x 60 cm). 50.000 euro

7. Greta Schödl, Assemic Gold. Proposto da: Richard Saltoun. Prezzo: 20-30.000 euro

Fresca di Biennale di Venezia, alla quale ha partecipato nel 2024, l’austriaca Greta Schödl (Hollabrunn, 1929) è una poetessa visiva che crea dipinti che imitano la scrittura per coglierne l’andamento, il ritmo, le variazioni. Su fondi realizzati con pigmenti puri, Schödl è solita apporre la sua particolare scrittura tramite applicazione di foglia d’oro. È una scrittura dove non ci sono parole distinguibili: il significato viene così allo stesso tempo cancellato e riscritto, per simboleggiare che il linguaggio in fondo non è che un costrutto sociale che può essere variamente reso o interpretato.

Greta Schödl, Assemic Gold (2020; pigmento blu e foglia oro su tela, 160 x 59,5 cm). Prezzo: 20-30.000 euro
Greta Schödl, Assemic Gold (2020; pigmento blu e foglia oro su tela, 160 x 59,5 cm). Prezzo: 20-30.000 euro

8. Emanuele Cavalli, Figura con Maria Letizia. Proposto da: Carlo Virgilio & C. Prezzo: 26.000 euro

Figura centrale nelle vicende della Scuola romana, Emanuele Cavalli (Lucera, 1904 - Firenze, 1981) sin dagli esordi focalizzò la propria ricerca sullo studio del colore. Autore, insieme a Giuseppe Capogrossi e Roberto Melli, del Manifesto del Primordialismo Plastico del 1933, giunse nel periodo tra le due guerre a una visione della pittura del tutto personale, in cui il concetto di “tono” assume un ruolo fondante e si carica di una duplice funzione: evocare risonanze musicali e articolare forme, volumi e profondità. L’opera presentata a Miart è stata intitolata dallo stesso Cavalli con il generico titolo Figura con Maria Letizia. A posare è infatti la figlia Maria Letizia Cavalli (Anticoli Corrado, 1936 – Pietrasanta, 2021), modella prediletta sia in ambito pittorico che fotografico. Il dipinto, dominato dal contrasto tra le modulazioni di viola del cappello e dello sfondo, il panneggio che vira al rosso e il verde acceso del pappagallo, appartiene a un nucleo di opere realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, accomunate dalla presenza della figura femminile affiancata a un piccolo animale domestico. L’esecuzione del dipinto è ben documentata nel diario dell’artista, conservato presso il “Fondo Emanuele Cavalli” dell’Archivio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, pervenuto nel 2020 grazie alla donazione della figlia. L’opera fu avviata il 3 maggio del 1968: nell’arco di quattro giorni, dopo «molte ore di continuo lavoro», fu quindi portata a termine con piena soddisfazione da parte dell’autore. Le annotazioni del diario, qui trascritte integralmente, offrono una preziosa testimonianza di quanto l’elaborazione dell’accordo tonale fosse centrale nel processo creativo di Cavalli.

Emanuele Cavalli, Figura con Maria Letizia (1968; olio su tavola, 90,3 x 70 cm). 26.000 euro
Emanuele Cavalli, Figura con Maria Letizia (1968; olio su tavola, 90,3 x 70 cm). 26.000 euro

9. Luca Bertolo, Senza titolo 17#06. Proposto da: SpazioA. Prezzo: dai 9.000 ai 22.000 euro

Lo stand della galleria pistoiese SpazioA propone alcuni lavori di Luca Bertolo (Milano, 1968), con prezzi che vanno dai 9.000 ai 22.000 euro. Bertolo, tra i principali pittori italiani contemporanei, è noto per la sua versatilità stilistica e la profonda riflessione sui generi pittorici. Il suo stile è caratterizzato da un continuo esplorare le potenzialità e i limiti dell’immagine dipinta, spaziando tra figurazione e astrazione, natura morta e paesaggio. Lo dimostrano questi paesaggi senza titolo che si configurano come delle riflessioni sul paesaggio stesso e sul modo in cui lo vediamo, perché le immagini della natura paiono filtrate attraverso un vetro su cui si depositano gocce e macchie di pittura. È una ricerca che Bertolo porta avanti da alcuni anni.

Luca Bertolo, Senza titolo 17#06 (2017; olio su tela, 40 x 50 cm)
Luca Bertolo, Senza titolo 17#06 (2017; olio su tela, 40 x 50 cm)

10. Aldo Fiozzi, Uomo che piscia. Proposto da: ED Gallery. Prezzo: 20.000 euro

Aldo Fiozzi (Mantova, 1894 - Milano, 1941) è uno dei rarissimi dadaisti italiani: nel 1921, insieme a Julius Evola e Gino Cantarelli, partecipò alla prima mostra del Gruppo Dada italiano tenutosi alla Casa d’Arte Bragaglia di Roma. Possiamo dire dunque che Fiozzi abbia una compagnia davvero ridottissima. L’opera presentata da ED Gallery, per il soggetto anticlassico e irriverente, è un tipico esempio della poetica dada, che si proponeva di rompere tutte le convenzioni. Fiozzi non si sottrae a questo intendimento: al di là del soggetto, anche le forme geometriche e spigolose, affini a quelle dei cubisti, erano nuove per l’arte italiana del tempo. Una vera rarità. L’ultima volta che il pubblico italiano ha potuto vedere quest’opera è stato nel 2009 in occasione su di una mostra dedicata ai rapporti tra futurismo e dada tenutasi a Mantova, alla Casa del Mantegna.

Aldo Fiozzi, Uomo che piscia (1921; olio su cartone, 60 x 40 cm). 20.000 euro
Aldo Fiozzi, Uomo che piscia (1921; olio su cartone, 60 x 40 cm). 20.000 euro

11. Carlo Prada, Autoritratto. Proposto da: Aleandri. Prezzo: 20.000 euro

Carlo Prada (Milano, 1884 - Santa Margherita Ligure, 1960) è uno dei nomi meno noti, ma non meno interessanti, del divisionismo italiano. Nato in una famiglia milanese, scelse la carriera artistica contro il volere del padre e si iscrisse all’Accademia di Brera nel 1902. Esordì nel 1904 e nel 1906 il mercante Alberto Grubicy notò il suo talento, inserendolo nella sua galleria. Partecipò a importanti mostre in Italia e all’estero, tra cui esposizioni a Parigi nel 1912 e nel 1921, sviluppando un divisionismo raffinato e personale. Dopo la Prima guerra mondiale, in cui fu prigioniero in Germania, la sua arte subì un’evoluzione: nel 1922 la Galleria Pesaro di Milano gli dedicò una mostra che segnò la fine della sua fase divisionista. Negli anni Venti si avvicinò al movimento Novecento e, negli anni Trenta, al Chiarismo. Durante la Seconda guerra mondiale si rifugiò a Santa Margherita Ligure, tornando a Milano nel 1946. Espose regolarmente alla Biennale di Venezia (1924-1948) e alla Quadriennale di Roma (fino al 1960), ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Questo autoritratto dal sapore spiccatamente nordico, col pittore che si raffigura con una prospettiva ardita, su di un paesaggio innevato e con singolare realismo, è una rarità della sua produzione.

Carlo Prada, Autoritratto (1910 circa; olio su tela). Prezzo: 20.000 euro
Carlo Prada, Autoritratto (1910 circa; olio su tela). Prezzo: 20.000 euro

12. Romina Bassu, Transfert. Proposto da: Studio Sales. Prezzo: dai 3.500 agli 11.000 euro

Il prezzo indicato si riferisce a tutte le opere di Romina Bassu (Roma, 1982) presentate allo stand di Studio Sales: l’artista romana è infatti l’unica che espone nello stand, che domina la sezione Portal, il nuovo esperimento di Miart. Opere di diverse dimensioni, tutte appositamente realizzate per questa occasione. Le nuove opere continuano la sua ricerca artistica che si concentra principalmente sulla rappresentazione degli stereotipi femminili, analizzando come la cultura patriarcale e la società dei consumi abbiano modellato l’immagine della donna. Attraverso acquerelli e acrilici su tela, Bassu esplora figure femminili ispirate a immagini d’epoca, spesso prive di lineamenti distinti, trasformandole in simboli di un’esperienza collettiva e universale.

Romina Bassu, Transfert (2025; acrilico su tela, 80 x 60 cm)
Romina Bassu, Transfert (2025; acrilico su tela, 80 x 60 cm)

13. Francesca Banchelli, Bonfire. Proposto da: Vistamare. Prezzi: dai 2.000 ai 10.000 euro

Lo stand di Vistamare propone quattro opere di Francesca Banchelli (Montevarchi, 1981), con un range di prezzi che vanno dai 2.000 euro per le opere più piccole ai 10.000 euro di Bonfire, la più grande delle nuove opere dell’artista toscana. Nota per i suoi dipinti ma anche per le performance e le sue mostre che fondono questi due mezzi espressivi in maniera sempre sorprendente e inaspettata, Banchelli si distingue per il suo espressionismo onirico che fonde elementi reali e surreali. Le sue opere presentano incontri tra figure umane, animali e elementi naturali, creando paesaggi visionari che sfidano le convenzioni temporali e spaziali. Questa fusione di realtà e immaginazione invita lo spettatore a esplorare dimensioni emotive e psicologiche profonde.

Francesca Banchelli, Bonfire (2025; olio su tela, 160 x 140 cm)
Francesca Banchelli, Bonfire (2025; olio su tela, 160 x 140 cm)

14. Cecilie Norgaard, Size matters 1. Richiesta: 3.600 euro. Proposto da: Matteo Cantarella e Shahin Zarinbal

Cecilie Norgaard (Aarhus, 1991) fonde astrazione e figurazione entro dipinti che utilizzano tecniche pittoriche tradizionali e che approfondiscono le implicazioni tra estetica, produzione artistica e condizioni di vita socio-economiche. Nella sua pratica, l’artista danese costruisce un vocabolario di segni e immagini ricorrenti. Norgaard affronta la pittura come una disciplina strutturale, un sistema che riflette esclusivamente attraverso se stesso. C’è una compostezza ironica poiché, piuttosto che tematizzare il suo lavoro, mette in discussione le condizioni del mezzo e le sue implicazioni semantiche attraverso i suoi stessi formati convenzionali.

Cecilie Norgaard, Size matters 1 (2025; olio e tempera su tela, 85 x 54 cm). 3.600 euro
Cecile Norgaard, Size matters 1 (2025; olio e tempera su tela, 85 x 54 cm). 3.600 euro

15. Edward Kay, Red Delicious. Proposto da: Roland Rosso. Prezzo: 3.500 euro

Lo stand della galleria Roland Ross di Margate, Regno Unito, si distingue nella sezione Emergent con le opere di Edward Kay (Chester, 1980), che porta a Milano una serie di dieci dipinti di mele (sembrano identici, ma sono dieci varietà di mele diverse). La ripetizione, per Kay, è simbolo di un processo in divenire, dal momento che ogni iterazione della sua mela non è una semplice copia ma è un qualcosa di nuovo che riconfigura lo spazio dell’interpretazione. Per Kay, il dipinto esiste come un oggetto discreto, come parte di un flusso in cui il significato è continuamente rinegoziato attraverso il gioco delle differenze. E ancora, l’artista britannico vuole far intendere, attraverso questi frutti, che non esiste un’unica verità, ma un campo percettivo aperto: il dipinto diventa dunque anche uno strumento critico, un mezzo con cui l’artista manifesta il proprio impegno. Per le sue mele, Kay si è ispirato alla pittura rinascimentale ma anche alla serialità di molta arte contemporanea.

Edward Kay, Red Delicious (2025; tempera e olio su tela, 25,5 x 30,5 cm). 3.500 euro
Edward Kay, Red Delicious (2025; tempera e olio su tela, 25,5 x 30,5 cm). 3.500 euro


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