Si è conclusa l’operazione di rimozione delle keybox nel centro storico di Firenze. È inoltre arrivata la prima sanzione di 1.000 euro per una proprietaria di un appartamento nel centro storico che non aveva esposto il Codice Identificativo Nazionale (CIN) all’esterno della sua struttura, come previsto dalla nuova normativa. La multa segna l’inizio di una serie di accertamenti da parte della Polizia Municipale, che ha già avviato le operazioni di verifica.
A partire dal 25 febbraio 2025, la Polizia Municipale ha tolto 187 dispositivi dalle strade dell’area UNESCO, completando così l’intervento previsto dalla delibera del Consiglio Comunale approvata il 10 febbraio. Il provvedimento, parte del decalogo per un turismo più sostenibile e una città più vivibile, ha introdotto il divieto di installazione delle keybox per motivi di decoro e sicurezza pubblica. Quando la delibera è stata approvata, risultavano censiti 380 dispositivi. Durante il periodo concesso ai titolari delle locazioni turistiche brevi per adeguarsi alla normativa, più della metà delle keybox sono state rimosse volontariamente. Le restanti sono state eliminate direttamente dalla Polizia Municipale, che ha agito strada per strada per ripristinare l’ordine e il decoro urbano.
“La Polizia Municipale ha portato a termine in un mese la rimozione delle keybox in area UNESCO, dando così piena concretezza ad uno dei primi impegni della Sindaca Sara Funaro e di tutta l’Amministrazione Comunale”, dice l’assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo Jacopo Vicini, “un lavoro capillare eseguito con un’ottima organizzazione; grazie alla catalogazione di ogni keybox rimossa adesso per la Polizia Municipale è possibile passare alla fase degli accertamenti, funzionali alle sanzioni per i titolari che non hanno provveduto autonomamente a mettersi in regola. In questi giorni, inoltre, partiranno anche le rimozioni negli altri quartieri cittadini, partendo dalle segnalazioni che già stanno arrivando”.
La sindaca di Firenze Sara Funaro ha presenziato all’inizio delle operazioni di rimozione, avviate dieci giorni dopo l’entrata in vigore del divieto, coincidente con la pubblicazione della delibera all’albo pretorio. Gli agenti della Polizia Municipale, affiancati da personale tecnico, hanno quindi eseguito una media di 15 rimozioni al giorno, partendo dalle vie principali per poi passare a quelle secondarie. Con l’andare delle settimane, il numero di dispositivi da rimuovere è progressivamente diminuito, consentendo di completare l’operazione con successo.
Ora, con la catalogazione delle keybox rimosse, si avvia la fase degli accertamenti per l’irrogazione delle sanzioni. Parallelamente, le operazioni di rimozione stanno proseguendo anche al di fuori dell’area UNESCO. Le prime quattro keybox sono già state eliminate in via Ponte alle Mosse e la Polizia Municipale continuerà a intervenire nei quartieri cittadini partendo dalle segnalazioni già pervenute al Comando.
L’azione del Comune contro il degrado urbano non si limita alle keybox. Dal 1° gennaio 2025, infatti, è entrato in vigore l’obbligo per i titolari di locazioni turistiche brevi di esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN) all’esterno delle proprie strutture. La normativa, stabilita a livello nazionale, è stata adattata dal Comune di Firenze in collaborazione con la Sovrintendenza per rispettare il contesto storico-artistico della città. Nel centro storico (area UNESCO), i criteri di esposizione sono particolarmente rigorosi: la targhetta deve essere in ottone, con scritte nere, di dimensioni massime pari a 6x2 cm e posizionata all’interno della pulsantiera del campanello, se presente, o accanto ad esso. Nelle zone esterne all’area UNESCO, invece, sono consentite targhette di 8x2 cm, sempre in ottone con scritte nere.
Questa misura, anch’essa parte del decalogo Turismo sostenibile & città vivibile, si inserisce in una strategia più ampia per regolare il turismo nelle città d’arte, garantendo ordine e trasparenza nel settore delle locazioni brevi. Inoltre, il Comune ha stabilito che per l’installazione delle targhette non è necessario presentare istanze o SCIA, poiché l’obbligo deriva direttamente dalla normativa nazionale e non è soggetto a imposta pubblicitaria.
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.