Una legge per consentire ai figli di prendere soltanto il cognome della madre. È la proposta dell’ex ministro della cultura, Dario Franceschini, titolare del Collegio Romano dal 2014 al 2018 e poi di nuovo dal 2019 al 2022. Per adesso è solo un’idea, ma Franceschini è intenzionato a farla diventare una vera proposta di legge da presentare in Senato. L’idea è stata illustrata in un’assemblea del gruppo parlamentare del Pd a margine di una discussione in Senato proprio sul tema del doppio cognome.
“Ai figli solo il cognome della madre”, ha twittato poco fa Franceschini sul suo account X. “Anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo cognome della madre. È una cosa semplice ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma è stata una delle fonti culturali della disuguaglianza di genere”.
Fino a pochi anni fa, i neonati in Italia, com’è noto, prendevano il cognome del padre, sulla base dell’art. 231 del Codice Civile che stabilisce che il marito è il padre di un figlio concepito o nato durante il matrimonio. Tuttavia, due sentenze della Corte Costituzionale hanno messo in discussione questa regola. La prima, del 21 dicembre 2016, ha definito l’attuale sistema di attribuzione del cognome un “retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico, e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna”. La Corte giudicava tale disciplina in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione, in quanto violerebbe il diritto all’identità personale “che trova il primo ed immediato riscontro proprio nel nome e che, nell’ambito del consesso sociale, identifica le origini di ogni persona. Da ciò discenderebbe il diritto del singolo individuo di vedersi riconoscere i segni di identificazione di entrambi i rami genitoriali”.
Dal 2016, dunque, è diventato possibile aggiungere al figlio anche il cognome della madre, sebbene soltanto dopo a quello del padre. Non era inoltre possibile decidere l’ordine oppure attribuire soltanto il cognome della madre, se non in casi accolti dalla Prefettura. La regola è ulteriormente cambiata nel 2022, con la decisione della Corte Costituzionale del 27 aprile 2022, a seguito della quale si è stabilito che il figlio assumesse il cognome di entrambi i genitori nell’ordine da loro concordato, oppure che ne assumesse soltanto uno (quello del padre o quello della madre) sulla base di un comune accordo tra i genitori. Dunque, per i figli nati dopo il 1° giugno 2022 (data di pubblicazione della decisione sulla Gazzetta Ufficiale) era possibile chiedere che venisse applicata la nuova regola. Chi è nato prima di questa data e voglia aggiungere il cognome materno, può invece fare istanza alla Prefettura: se l’istanza viene accolta, il cognome della madre viene aggiunto in tutti i documenti.