Il Metropolitan Museum di New York si prepara a restituire alla Grecia una preziosa testa di grifone in bronzo del VII secolo a.C.: è quanto annunciato ieri nel corso di una cerimonia che si è tenuta presso il museo americano, dove si sono incontrati la ministra greca della cultura, Lina Mendoni, e il direttore del Met, Max Hollein. La testa in bronzo del grifone, proveniente dall’antica Olimpia, fino a ieri occupava un posto di rilievo nell’ala della Collezione di antichità greche e romane: ornamento di un tripode in bronzo risalente al 650-625 a.C., è uno splendido esempio di antica lavorazione dei metalli greca e torna in Grecia dopo una lunga e sistematica collaborazione tra il Ministero della Cultura e il Museo.
L’indagine condotta dalla competente Direzione per la Documentazione e la Tutela dei Beni Culturali del Ministero della Cultura della Grecia presso gli Archivi del Servizio Archeologico ha dimostrato senza ombra di dubbio che la testa di grifone del MET è identica a quella rinvenuta nell’antica Olimpia, nel dicembre 1914, dall’archeologo Themistocles Karachalios. L’antico manufatto è stato rinvenuto nel letto del fiume Cladeo, vicino all’antico Ginnasio di Olimpia, su un terreno dilavato dal fiume, ed è stato consegnato da Karachalios al Museo dell’antica Olimpia, dove venne ripulito. La prima pubblicazione dell’antica testa corredata di documentazione fotografica risale al 1915, nel Bollettino Archeologico, organo ufficiale del Servizio Archeologico. Secondo il materiale d’archivio individuato dalla Direzione competente, il grifone sarebbe stato rubato negli anni Trenta dal museo di Olimpia, dove fino ad allora era rimasto senza documentazione. La prima menzione della sua perdita si ha nel 1937-1938, nel rapporto annuale degli archeologi tedeschi impegnati negli scavi di Olimpia. Nel 1940, il Servizio archeologico indagò sul caso del furto, che pare essere avvenuto nel 1936, e adottò i provvedimenti opportuni nei confronti delle persone che in quel periodo erano responsabili della custodia delle collezioni.
Le relative ricerche negli archivi del MET hanno confermato l’epoca del furto della testa, poiché risulta che il manufatto fu venduto nell’estate del 1936 da un mercante di antichità greco al mercante di antichità americano J. Brummer, per essere poi venduto, nel 1948, a W.C. Baker e finire, in seguito a una donazione, nel 1971, insieme agli altri oggetti della Baker Collection, al Metropolitan Museum of Art di New York.
Come ha sottolineato il Ministro della Cultura nel suo messaggio di saluto alla cerimonia, “questo specifico rimpatrio è particolarmente importante, poiché non è il risultato di una richiesta di risarcimento da parte delle autorità greche. Al contrario, lo stesso MET, nel 2018, ha preso l’iniziativa di indagare sulla provenienza di questa testa di grifone, che faceva parte della Collezione di antichità greche e romane dall’inizio degli anni Settanta, in seguito a una donazione privata”. Lina Mendoni ha sottolineato che “questo atto è la prova dell’impegno del Museo verso l’integrità scientifica, l’etica professionale e il rispetto del patrimonio culturale. Riflette anche un più ampio cambiamento nelle pratiche museali in tutto il mondo, che enfatizza la due diligence nel valutare non solo la legalità ma anche le basi etiche per la creazione delle loro collezioni. Questo approccio dinamico, che siamo lieti di vedere prendere piede nelle principali istituzioni culturali, riconosce l’importanza di collaborazioni sincere e costruttive tra musei e organizzazioni che gestiscono il patrimonio culturale. La Grecia è tra i paesi i cui tesori culturali sono stati rubati e trafficati illegalmente. Credo fermamente che tutte le antichità sottratte illegalmente a un qualsiasi Paese debbano essere restituite al luogo di origine e ai legittimi proprietari, in quanto parte essenziale della loro identità collettiva”.
Nel suo saluto, il direttore del MET Max Hollein ha descritto il rimpatrio come “un momento molto speciale per la collaborazione tra il MET e il Ministero della Cultura” e ha sottolineato: “Si tratta di un rimpatrio molto importante di una delle mostre più emblematiche della Collezione di antichità greche e romane. Si tratta della testa di grifone in bronzo, che abbiamo esaminato e concluso che non ha lasciato legalmente il suo paese di origine, la Grecia. La collaborazione tra il MET e il Ministero della Cultura greco si basa sulla convinzione comune della cooperazione internazionale nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale”.