Dal 3 aprile al 30 giugno 2025, lo spazio espositivo “Smart Space” della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia accoglie un’opera molto dibattuta: la Presa di Cristo della Collezione Ruffo, opera che alcuni studiosi attribuiscono a Caravaggio nell’ambito di un dibattito che si è riacceso di recente, quando l’opera, nel 2023, è stata nuovamente esposta per la prima volta dopo settant’anni, in quel caso ad Ariccia, a Palazzo Chigi. Prima, il dipinto era stato esposto soltanto nel 1951 alla mostra su Caravaggio curata da Roberto Longhi. L’opera, fanno sapere gli organizzatori della mostra, dopo l’esposizione tornerà in un caveau, rimanendo inaccessibile al pubblico fino al 2027.
Il Presidente della Fondazione Casa di Risparmio di Gorizia, Alberto Bergamin, ha definito l’evento espositivo come “sicuramente eccezionale per gli sforzi che ha richiesto, ma anche per la squadra che si è creata, che ha consentito di arrivare qui”. Ha inoltre evidenziato che “quest’opera non era previsto arrivasse a Gorizia prima della pausa che la Sovrintendenza aveva stabilito dovesse trascorrere in un caveau per la sua tutela”, rendendo la sua presenza un’opportunità ancora più significativa e una “responsabilità in più” colta da Gorizia in quanto Capitale Europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica. “La nostra Fondazione - ha concluso Bergamin – ha inteso regalare questa occasione al territorio, con visite gratuite, perché crediamo profondamente nel valore della cultura come elemento di coesione delle comunità, questa è la nostra mission. Voglio ringraziare il proprietario della meravigliosa tela, Mario Bigetti, per questa opportunità unica”.
Anche il Vicepresidente della Regione, Mario Anzil, ha espresso grande entusiasmo per l’iniziativa, affermando che “la cultura, più che un insieme di nozioni acquisite asetticamente deve essere una personale e soggettiva rielaborazione di esperienze da condividere con gli altri. Qui in sede della Fondazione Carigo c’è l’opportunità per tutti i nostri cittadini di vivere un’esperienza straordinaria, di viverla assieme, perché lo stupore, la meraviglia, le emozioni che questa opera d’arte straordinaria sono in grado di trasmettere davvero faranno parte poi dei migliori ricordi delle persone”.
Alla ceremonia ha preso parte anche l’Assessore Regionale al Demanio e ai Servizi informativi Sebastiano Callari, il quale ha evidenziato “la potenza emotiva straordinaria dell’opera esposta e il suo valore simbolico come uno dei punti più alti del percorso culturale che proietta GO! 2025 nel panorama internazionale. La presenza, nel dipinto, di San Giovanni, portatore di luce, il cui simbolo è l’aquila - come per il Friuli Venezia Giulia - consente di tracciare un significativo parallelismo con l’azione di promozione culturale avviata nell’ambito della Capitale europea della cultura”.
Il curatore dell’esposizione, don Gianni Citro, Presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., ha dichiarato: “Gorizia 2025 è una grande porta d’Europa e della civiltà d’Europa, scenario perfetto per questo dipinto che è un varco verso una cultura e una mentalità dell’incontro e dell’amicizia tra tutte le genti”.
Accanto alla mostra sulla Presa di Cristo, è stata inaugurata una sezione dedicata ai Codici del Tesoro di Aquileia, preziosi libri liturgici decorati con miniature, restaurati grazie alla Fondazione Carigo. Tra i pezzi più rari, fino al 4 maggio, sarà esposta una pergamena manoscritta del IX secolo, una delle più antiche testimonianze librarie del Friuli Venezia Giulia.
Le visite inizieranno il 3 aprile e saranno gratuite. L’esposizione sarà aperta dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 19:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. È necessaria la prenotazione online per visitare “La Presa di Cristo” tramite il link https://bit.ly/lapresadicristocaravaggio, mentre per l’intero percorso espositivo “Gorithia, tra le pieghe del tempo” è possibile prenotarsi su http://bit.ly/4cju1Vq. Le visite al dipinto avverranno in gruppi di massimo dieci persone alla volta.